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Enrico Doddi, il Segretario Nazionale risponde!!!

Il 24 dicembre sciopero?
 
L’UGL Sicurezza Civile risponde
Enrico Doddi, segretario nazionale della Confederazione UGL Sicurezza Civile, manifesta il proprio disappunto in merito allo sciopero indetto per il 24 dicembre 2020 e risponde alle nostre domande.
 
 
 
D: Cosa ne pensa dello sciopero del 24 dicembre?
R: Partiamo dal presupposto che credo sia il settimo giorno di sciopero che proclamano le organizzazioni sindacali per quanto riguarda il contratto nazionale. Le trattative vanno a rilento, ma teniamo anche presente che ogni rinnovo contrattuale ha sempre comportato una durata minima di tre-quattro anni. Vero è, però che la pandemia che stiamo vivendo ha ulteriormente contribuito l’attenuarsi di tutto ciò che concerne la contrattazione.
Molte aziende sono state chiuse e, di queste, molte non riapriranno neanche. Da parte dell’imprenditoria c’è gran timore di un crollo di settore, nonostante i servizi fiduciari abbiano incrementato la produzione, penso ai supermercati in particolar modo.
In questo momento di crisi economica spaventosa, basta guardare il telegiornale per vedere ciò che succede: c’è tanta gente in cassa integrazione, in tanti perdono il posto di lavoro. Anche noi dovremo confrontarci con queste realtà, non siamo un’isola felice, anzi ricordiamoci che siamo fornitori di servizi e che lavoriamo per gli utenti, ma se vengono meno gli utenti si ridurranno i posti di lavoro anche per noi.
Quando finirà lo stop sui licenziamenti, chissà quante persone torneranno a casa disoccupate, questa è una cosa che mi preoccupa molto. Per questo settore vorrei che almeno ci fosse una tenuta occupazionale e anche, se possibile, incrementare con nuove tipologie di lavoro.
Sono fermamente convinto che scioperare il 24 dicembre non porterà assolutamente ad un’accelerazione nella contrattazione, pur lasciando totale libertà a tutti i lavoratori, perchè così deve essere in democrazia, di parteciparvi o meno. Dopo lo sciopero ci sono le varie festività, mi sembra più un voler forzare la mano, con tutto il rispetto per gli altri colleghi delle altre organizzazioni sindacali. Il 24 dicembre non si faceva sciopero da almeno 40 anni, quando eravamo agli albori e cercavamo i nostri spazi.
La posizione dell’UGL è stata quella di non proclamare lo sciopero poiché, ad oggi, non abbiamo dati certi circa le ripercussioni di ciò che stiamo vivendo nel nostro settore, quindi riteniamo sia privo di fondamento. Le organizzazioni sindacali, inoltre, non hanno chiesto l’opinione alla UGL sul da farsi. Sinceramente io sono abituato a proclamare scioperi e non a parteciparvi, il confronto bisogna farlo anche con la UGL perché, che piaccia o meno, è firmataria dell’ultimo contratto nazionale, con una buona maggioranza rappresentativa sul territorio nazionale.
Noi, piuttosto, abbiamo avanzato una proposta chiedendo chiaramente di cominciare a dare un “ristoro economico” per dare un segnale alle gpg e a chi opera in questo settore che vi è buona volontà di intraprendere seriamente un confronto al tavolo del rinnovo.
 
D: A proposito segretario, vuole fare un cenno alla contrattazione nazionale sul come si sono svolti i lavori all’ultimo incontro ?
R: Purtroppo siamo fermi ancora all’abc di quello che può essere il contratto nazionale. Noi sicuramente, con tutto ciò che sta succedendo, ci dovremo confrontare e fare i conti col fatto che il mondo del lavoro sta cambiando, di conseguenza, anche il nostro di mondo cambierà.
Quel che a me preme di più è che tutti abbiano la possibilità di continuare a lavorare. Come prima dicevo, è buono dare un ristoro economico che servirebbe come acconto sul futuro contratto e poi discuteremo sul da farsi quando avremo dati certi circa quelle che sono le ripercussioni nel nostro settore. Solo allora si potrà stilare un contratto serio, anche innovativo, che permetta di mantenere l’occupazione ed anche di creare nuove occupazioni.
 
D: Il vaccino anti-Covid lei lo farà?
R: Sarò sincero, un po’ mi spaventa poiché sono più di 50 anni che non mi somministrano vaccini ma, se serve veramente a fermare questa pandemia, lo farò. Va fatto per non mettere a rischio le nostre famiglie, noi che stiamo a contatto con l’utenza.
Chiederò, quindi, che venga considerata anche questa categoria di lavoratori come prioritaria poiché negli ospedali le guardie giurate sono continuamente a contatto con le persone poiché lavorano a servizio della comunità.
 
D: Il Governo si sta interessando al nostro settore?
R: Lo Stato attualmente non sta facendo nulla. Io faccio parte della Commissione Consultiva al Ministero dell’Interno, qualcosa è stato fatto in passato ma non basta, ormai stiamo fermi perché le esigenze prioritarie del Paese sono altre e sono mesi che la Commissione non si riunisce, non discute e non produce.
La priorità, appena riprese le attività, sarà chiedere che gli istituti “pirata”, cioè quelli che non rispettano le norme, o si mettono in regola o chiudono poiché creano un grande danno sul mercato.
 
D: Cosa ne pensa delle grandi fusioni che stanno avvenendo tra istituti di vigilanza?
R: Non dico stia avvenendo ciò per creare delle lobby, ma certamente per creare maggiore potere economico e tener testa ad altre realtà che stanno diventando mastodontiche in questo settore. Sono fatte per poter operare avendo una forza economica e di numeri e, così, operare sul settore e poter competere.
 
Auguro buona salute a tutti i colleghi e alle loro famiglie.
A quelli che lavoreranno, invito a prestare molta attenzione, soprattutto a chi giornalmente opera, poiché la malattia c’è e le ripercussioni sono sotto gli occhi di tutti.
 
Auguro ai colleghi un buon Natale e un felice anno nuovo sperando che questo 2021 possa essere davvero un buon inizio e che ci porti a firmare il nuovo contratto, che ci conduca verso nuove occupazioni e un miglioramento economico.