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Imbarco polizia privata su navi mercantili italiane

Imbarco polizia privata su navi mercantili italiane in acque internazionali a rischio pirateria.

Con il decreto n. 266 del 28 dicembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del 29 marzo 2013, il Ministero dell’Interno ha adottato il regolamento recante l’impiego di guardie giurate a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana, che transitano in acque internazionali a rischio pirateria.

Per quanto concerne le condizioni individuate dal decreto, l’imbarco della polizia privata è ammesso nel caso in cui il Ministero abbia escluso l’impiego dei Nuclei militari di protezione, ma comunque si tratti di acque internazionali a rischio secondo l’International Maritime Organization.

Oltre ai requisiti delle guardie giurate di terra, il personale da imbarco dovrà provenire da preferibilmente dalla carriera militare e aver superato corsi teorico-pratici e di addestramento, sostenuti a proprie spese.
Le armi ammesse a bordo per lo svolgimento dei servizi di protezione sono esclusivamente quelle “portatili individuali”, ma anche automatiche, con calibro massimo 7,62 x 51 millimetri, il cui utilizzo è limitato alla sola ipotesi dell’esercizio del diritto della
difesa legittima.
Questo decreto, che probabilmente solo per pura coincidenza arriva nel pieno delle polemiche sul caso “Maro’” e che dà il via libera all’utilizzo delle guardie giurate sulle navi mercantili, è ritenuto assolutamente inappropriato in quanto si preoccupa esclusivamente di
andare incontro al favore degli armatori, i quali già da tempo spingono sull’autorizzazione a imbarcare privati, sottolineando la differenza sostanziale con i militari, troppo complicati da assumere e da gestire in caso di questioni diplomatiche conseguenti ad eventuali attacchi.
Si tratta di un provvedimento che mette a repentaglio la sicurezza e l’incolumità della categoria delle guardie giurare, la quale risulterebbe priva delle abilità necessarie alla difesa di una intera imbarcazione da atti di pirateria. A differenza di quanto possa immaginarsi, infatti, per contrastare efficacemente la pirateria non sono sempre sufficienti semplici misure militari come la segnalazione radio di uomini armati a bordo o spari di avvertimento.