Incontro UGL Sicurezza Civile al Ministero degli Interni

30 Gennaio 2019 14:47Visto da: 79

Illustre Sottosegretario,
Non possiamo esimerci dall’aprire i lavori di questo Tavolo, portando immediatamente alla Sua attenzione ed a quella di codesto Ministero dell’Interno, la situazione relativa ai continui ed attuali – per “fortuna” non sanguinari ma pur sempre gravi – assalti a danno dei furgoni portavalori.
La prospettiva di modernizzazione delle normative contenute nel DM 269/2010, ha di fatto snellito le incombenze in capo agli Istituti di Vigilanza per quanto concerne l’impiego del numero di Guardie Particolari Giurate a bordo degli stessi (* 3 .I – 3 .1.1 – 3 .1.2 – 3 .1.3 – 3 .1.4 ), verosimilmente hanno però portato all’aumento delle rapine perpetrate ai danni del Personale operante.
Infatti, considerato la diminuzione del contante in circolazione e vicendevolmente l’utilizzo di un numero inferiore di GPG a bordo del mezzo blindato, si è alimentato sempre più l’ambizione dei malviventi di porre a segno eventi di furti e rapine.
Anche quest’ultima argomento potrebbe di fatto essere importante integrarlo nel contesto delle trattative in corso per il rinnovo del CCNL, per il quale in considerazione dell’importanza dell’argomento in questione potrebbe essere auspicabile un diretto intervento di sollecito nei confronti delle Associazioni di Categoria, sia da parte del Ministero del Lavoro sia di quello dell’Interno.
Analogo e pregnante argomento sul quale potrebbe essere addirittura auspicabile un Osservatorio dedicato, riguarda la procedura di cambio appalto, regolamentato sempre dal CCNL di Settore ma di fatto applicato e interpretato sempre più a “macchia di leopardo”.
Nella fattispecie, mi preme evidenziare che sistematicamente ci sono discrasie che il più delle volte coinvolgono soggetti, quali Enti Pubblici, Aeroporti, Porti ed altri particolari siti sensibili, per i quali è ipotizzabile situazioni di cartello spesso denominate ATI, che mal interpretano i dettati contrattuali e dei capitolati di gara.
Detta situazione verrebbe meno, qualora si arrivasse a riconoscere nel contesto di questa delicata procedura l’applicazione tout court dell’articolo 2112 del Codice Civile la cui applicazione renderebbe ineluttabile ogni e qualsiasi forma di esegesi.

Enrico Doddi

Un altro argomento che si vuole porre in risalto, situa la sua concentrazione sull’esigenza di garantire ancor più un clima di sicurezza per il singolo Cittadino, classificabile in ambito commerciale quale soggetto “privato”.
L’assonanza tra il lavoro svolto dalle FF.00. e con esso tutte le prerogative uniche ed inscindibili riconosciute ai Corpi di Polizia dello Stato e il circuito riconducibile ai servizi di Vigilanza resi da parte degli Istituti di Vigilanza Privata in favore della collettività, potrebbero liberare le une dalle altre da incombenze non proprie, potendo fare valutare – senza interposizioni delle competenze ad ognuno assegnate – la scelta di usufruire di servizi di Vigilanza per il Cittadino con una tassazione per gli stessi, non superiore del 4% sulla fatturazione.

Ci rendiamo conto che la molteplicità degli argomenti esposti, aggiunge una ulteriore richiesta di impegno – per altro già ampiamente espressa con l’istituzione del Database Nazionale degli Operatori della Sicurezza Privata (DBNOSP) – per il quale è stato espresso vivo compiacimento per il lavoro svolto, ma ancor più per l’attenzione rivolta a questo Comparto rende necessaria una svolta epocale che tracci un percorso rispettoso delle componenti Sociali e lavorative in esse incorporate. In ultimo, e non certo per ordine di importanza, esponiamo l’annosa questione riguardante il riconoscimento di lavoro usurante per le Guardie Particolari Giurate. Attualmente questo status, viene identificato per una serie di lavoratori che – ai fini dei requisiti INPS – svolge attività particolarmente faticose e pesanti.
Riteniamo che lo stress psicofisico corrispondente alla particolarità delle mansioni svolte, debba senza ombra di dubbio, acclarare che il lavoro delle GPG debba essere riconosciuto quale diritto soggettivo per accedere al trattamento pensionistico anticipato.




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