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L’UGL: «A Verona si sa come affrontare la crisi»

L’Ugl: «A Verona si sa come affrontare la crisi»

PRIMO MAGGIO. Manifestazione nazionale dell’Unione generale del lavoro nel cuore della città. Alle 12 comizio del leader Giovanni Centrella in piazza dei Signori
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Vogliamo parlare a tutti i lavoratori d’Italia e abbiamo deciso di farlo a Verona, la città più rappresentativa, perché qui gli imprenditori hanno capito come la crisi va affrontata». Giovanni Centrella, segretario nazionale Ugl, Unione Generale del Lavoro, è così convinto di questa tesi da aver persuaso il sindacato che rappresenta a festeggiare il Primo Maggio a Verona, con una manifestazione nazionale. «A Verona, dove il nostro sindacato conta 23mila iscritti, inizierà la ripresa», continua Centrella, «grazie alla forza di settori quali artigianato, agricoltura, turismo. In questa città ci sono aziende con voglia di crescere, imprenditori che non hanno intenzione di cedere alla crisi ma sono propositivi, cercano soluzioni per potersi rialzare. Per questo Verona deve diventare modello per tutta Italia, soprattutto per il Sud. È necessario valorizzare i territori: il vero rapporto tra istituzioni e cittadini, la vera frontiera tra i Palazzi del potere e la gente vera è nella provincia, non certo a Roma». La volontà dell’Ugl è di guardare al futuro e per questo è stato scelto come titolo della manifestazione «Progettare insieme l’Italia del domani»: «Questa», spiega Centrella, «è l’unica possibilità che il Paese ha di uscire dalla recessione e di recuperare la distanza che si è creata tra cittadini e istituzioni. Si tratta di uno slogan pensato per dare speranza e opportunità alle future generazioni che hanno diritto di crescere serenamente e di realizzare sogni e aspettative». Di questo parlerà Centrella sul palco che sarà allestito in piazza dei Signori, al termine del corteo che partirà alle 10.30 in piazza San Zeno e che attraverserà il cuore della città. I partecipanti arriveranno da tutta Italia. Dal comizio, partirà un appello al nuovo governo. «Grazie al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, abbiamo un nuovo e giovane presidente del Consiglio», spiega Centrella, «al quale facciamo poche richieste ma efficaci: risposte e risorse per le centinaia di migliaia di esodati e cassaintegrati in deroga, una riforma fiscale che allenti la morsa delle tasse su lavoro, famiglie e imprese, soprattutto quando queste ultime decidono di assumere giovani, donne e over 50. Non smetteremo mai di chiedere l’introduzione del quoziente familiare, l’abolizione dell’Imu sulle prime case ad uso abitazione civile, la modifica degli errori nelle riforme Fornero. Infrastrutture per rendere il Paese più attrattivo per investimenti e più integrato tra Nord, Sud e Isole con collegamenti al servizio dei cittadini e dell’economia. Ma occorre anche che le banche tornino a erogare credito con criteri sostenibili», aggiunge il segretario Ugl, «che diano slancio ai piccoli risparmiatori e all’economia reale».

Francesca Lorandi