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Presentato a Roma il Rapporto Federsicurezza 2013

rapportofedersicurezza2013_f2Presentato a Roma il Rapporto Federsicurezza 2013: già del 2% il numero di guardie particolari giurate, mentre le imprese mostrano un quadro finanziario più precario rispetto a quelle degli altri settori (nel 2012 nessun investimento per poco meno di un’azienda su tre).

Nel 2012 il numero di guardie particolari giurate è diminuito del 2% rispetto all’anno precedente. E’ la cifra che balza immediatamente agli occhi, tanto più in un periodo in cui nel Paese cresce l’insicurezza, leggendo il Rapporto 2013 di FederSicurezza, intitolato “Il Default della vigilanza privata: Italia meno sicura” e presentato a Roma presso la sede nazionale di Confcommercio. Lo studio (vedi il testo in allegato, ndr) segnala dunque che l’anno scorso i dipendenti da imprese di vigilanza privata erano 52.227 (il 2,4% in meno in confronto al 2011): tra questi, le guardie particolari giurate ammontavano a 47.064 contro le 47.982 censite nel 2011. Un numero che si traduce in una guardia giurata ogni 1378 cittadini. Dalla ricerca emerge anche che gli istituti di vigilanza privata mostrano maggiore sofferenza e un quadro finanziario più precario rispetto alle imprese degli altri settori. D’altra parte, la pressione fiscale, la crisi e i tempi di pagamento dei clienti della sicurezza, nettamente superiori alla media del campione nazionale, mettono a dura prova le tenuta finanziaria delle aziende. E il “credit crunch” fa il resto. Il 28,8%, per dire, non è riuscito a fare investimenti negli ultimi dodici mesi e il 36,5% non ipotizza a breve di farne. La domanda si affida quindi alla tecnologia: secondo le ultime rilevazioni di Anie Sicurezza, Il comparto Automazione e Sicurezza è cresciuto dell’1,31% nel 2012. In questo modo però, rileva FederSicurezza, si dimentica che le telecamere servono a poco se nessuno le guarda e interviene sul campo…

Gabriele: “il futuro non è per niente roseo”

Il rapporto presentato da Federsicurezza “fotografa un settore che comincia a vivere uno stato di sofferenza che prima non aveva, avviandosi ad affrontare un futuro per niente roseo, in un momento dove aumenta la domanda di sicurezza e non riusciamo a soddisfarla”. Questo il succo dell’intervento del presidente di Federsicurezza, Luigi Gabriele, per il quale, alla luce di quanto emerge “speriamo di ricevere più attenzione dal legislatore”. A questa situazione, si aggiunge il fatto che i vigilanti privati devono affrontare la concorrenza della “cosiddetta sicurezza ‘puria’ o ‘farlocca’, cioè “ha sottolineato Gabriele“ coloro i quali indossano la divisa e vengono messi in difesa di un bene privato, ma non hanno nè titoli, nè professionalità , nè strumenti per garantire la sicurezza. Le nostre guardie vengono così surrogate dal ‘portiere’, che costa tre volte meno e, di conseguenza, anche le nostre migliori aziende non hanno le risorse per fare investimenti e rimanere al passo con i tempi. Vedremo cosa succederà  con il prossimo intervento normativo”.

Squeri: “senza personale qualificato la sicurezza non è garantita”

“Le imprese del settore sicurezza vivono una situazione di sofferenza superiore alla media. I dati forniti dal rapporto di Federsicurezza sono molto negativi”. Nel suo intervento alla presentazione del rapporto 2013, il presidente della Commissione Politiche per la Sicurezza e la Legalità  di Confcommercio, Luca Squeri, ha sottolineato che i numeri presentati si aggiungono a quelli di Bankitalia, secondo i quali mentre “si riduce l’attività  economica a causa della crisi, c’è un aumento della criminalità . Mentre secondo una ricerca Censis, l’83% degli italiani è convinto che ci sarà  un aumento dell’attività  criminale”. Anche il Ministero dell’Interno, inoltre, ” dice che sono aumentati furti e rapine. E’ quindi necessario un maggior impegno delle istituzioni verso chi svolge questo importante ruolo”. Ma, ha concluso Squeri, “c’è un dato positivo da interpretare: aumenta la richiesta di tecnologia legata alla sicurezza. Se però la tecnologia non è supportata dal presidio di personale qualificato è chiaro che è un palliativo. Non c’è concretezza di risultato”.

Fonte :http://www.federsicurezza.it/winNewsA.asp?id=347