Progetto Sindacale

9 Luglio 2015 19:58Visto da: 26

295685_4799901028788_1110908396_nAbbiamo visto che con “l’incaricato di pubblico servizio” non ci sfamiamo i nostri figli. Abbiamo visto che i contratti firmati servono per non essere rispettati.
Dalle Associazioni degli Imprenditori della Vigilanza, primi ad essere inadempienti alle normative contrattuali, già dal prelievo delle quote Coasco, per finire alle applicazioni e alle tutele mai rispettate, ma anche alle stesse Guardie Giurate che infrangono le più elementari norme comportamentali e disciplinali, svalorizzando e sminuendo quel poco di professionalità acquisita, insomma, nessuno rispetta niente e nessuno (a fronte del fare come mi pare). Le Guardie si accontentano di stare nell’ombra, avere la classica postazione comoda e sotto casa con meno rotture ispettive possibili, con qualche ora di straordinario che non guasta, poi se c’è da vendersi lo si fa volentieri anche perché altro non sappiamo fare; l’Imprenditore abbatte i costi del Lavoro non pagando i premi di produzione, i permessi annuali che finiscono usufruiti in caso di esuberi a vantaggio delle aziende, provvedimenti disciplinari per tenere sotto pressione i dipendenti e pagare meno stipendi, TFR non versati, cessioni del quinto non versati, quote sindacali trattenute indebitamente, il tutto per creare interessi su interessi, stati di crisi aziendali per ricorrere a mobilità
e cassa integrazione per livellare le necessità del momento…
Insomma sappiamo tutto ed è inutile ripetersi: Bene, che si fa ? E’ inutile ristrutturare un appartamento quando la palazzina va rifatta dalle fondamenta, quindi ripartiamo dalla genericità,
dall’operaio qualunque alle dipendenze di un privato che svolge il suo ruolo imprenditoriale, investendo per averne un ritorno utile, il tutto condito da un lavoro professionale, delicato e non
riconosciuto. Ma noi siamo operai, quindi, il Ministero del Lavoro in primis, ci deve dire perché non dobbiamo usufruire del riconoscimento di categoria disagiata e perché, lavorando su turni h24,
su strada, alle intemperie, ai rischi del settore, allo stress accumulato dalla tensione, i reumatismi che con gli anni prendono il posto dei riflessi, non possiamo essere considerati una categoria
penalizzata, utilizzata in maniera usurante, per soddisfare le richieste di una sicurezza più incalzante, ma che non vuole retribuire il giusto, per un salario che tenga il passo con l’inflazione.
Il Ministero del Lavoro ci deve dire che, se in ottemperanza di quanto richiesto dalla “Comunità Europea”, in ordine alle modifiche del TULPS art. 134 e s.s. ed alla L.269/2010, alla continua
richiesta di aggiornamenti e qualificazione dell’operaio: NOI, chi siamo? Se con la torta della legge Fornero e la jobs-act come ciliegina, abbiamo visto allungare , non il periodo della sospirata
pensione, ma la sofferenza devastante di una situazione per le Guardi Giurate, insopportabile e non più sostenibile economicamente, che si protrae nel tempo? Non è giusto!!!.
Allora, se dobbiamo essere paragonati (per comodità altrui) alle attuali forze dell’ordine, tale equiparazione deve essere economica e normativa, se dobbiamo essere operai come tali va
riconosciuto il disagio, l’usura del lavoro svolto, ed attuata immediatamente una deroga alla attuali normative che possa permetterci a 35 anni di servizio e massimo 60 di età, di lasciare il posto di
lavoro; ne conseguirebbe che, più giovani potranno lasciare la disoccupazione, pagando le pensioni di chi esce. Se invece nulla si può in ottemperanza degli obblighi imposti dall’Europa, che si
rivedano per le Aziende le capacità tecniche, economiche, organizzative e produttive, già come imposto dalla 269/2010 e successive modifiche, e si rivedano gli effettivi costi delle stesse, per
innalzare il costo del lavoro e dell’offerta di mercato, che non può scendere sotto una determinata soglia, per la quale verrà garantita dall’Istituto operante, la qualità e la tenuta del settore. Ne
conseguirebbe che, non si registrerebbero le aperture dei licenziamenti collettivi L223/91 appena finisce un servizio, trasformate poi in mobilità e cassa integrazione, con il costo a carico della
collettività, non ci sarebbe concorrenza sleale fra le aziende, che sarebbero sul territorio più livellate e controllate.
Come UGL vogliamo organizzare sotto il Ministero del Lavoro una manifestazione per trovare delle soluzioni congiunte, pena una serie di agitazioni sul territorio le quali comprometterebbero la
sicurezza collettiva. Noi come Guardie giurate non sopportiamo più questa situazione precaria e di abbandono della categoria.

 

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