Cronaca

Chi rifiuta il vaccino ha diritto alle tutele INAIL?

La non obbligatorietà del vaccino anti Covid, sta creando situazioni complicate che andranno chiarite dagli organi competenti.
Soprattutto per quei lavoratori che operano negli ospedali ed in altre strutture sanitarie, ci si comincia a porre il quesito, se sia giusto o meno riconoscere l’infortunio, dovuto ad un eventuale contagio, dei lavoratori che hanno rifiutato il vaccino.
È il caso dell’ospedale San Martino di Genova; difatti è notizia dei giorni scorsi che 15 infermieri hanno contratto il Covid-19 ed avevano rifiutato il vaccino che gli era stato proposto tempo fa.
Da qui nasce una richiesta di chiarimenti inoltrata all’INAIL da parte del direttore dell’ospedale.
Il quesito posto all’INAIL Liguria, ha avuto immediata risposta anche se non hanno preso posizione.
Difatti il quesito è stato girato alla direzione centrale dell’INAIL, “in virtù della complessità e delicatezza della problematica evidenziata concernente molteplici aspetti eterogenei” si legge nella risposta.
Ora l’istituto avrà 30 giorni di tempo per esprimere il proprio parere e non è escluso che vengano interpellati anche il Ministero del Lavoro ed il Garante per la Privacy.
Va detto che il promotore del quesito, Salvatore Giuffrida, non ha voluto prendere posizione, dichiarando che non vuole suggerire soluzioni ma solamente avere una risposta alla questione giuridica.
Un’opinione di particolare rilevanza, è stata espressa dall’ex Ministro del Lavoro, oggi componente del consiglio di amministrazione dell’INAIL, Cesare Damiani.
In un’intervista al corriere della sera, ha dichiarato che “è logico che chi decide di non vaccinarsi e svolge una mansione a rischio poi non possa chiedere il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro. Anzi, dovrebbe essere messo nelle condizioni di non essere un pericolo per sé e per gli altri, evitando il licenziamento, ma svolgendo mansioni che non hanno contatto con il pubblico”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il famoso virologo Roberto Burioni che su twitter ha così commentato la notizia: “E adesso che facciamo? Un decreto legge che faccia chiarezza è urgentissimo. Deve essere tra le priorità di questo nuovo governo”

Continueremo a monitorare l’evolversi della situazione che sicuramente alimenterà il dibattito sui vaccini nelle prossime settimane.

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