Formazione e Normativa

Trasporto valori, quale fondina?

Il servizio di Scorta Porta Valori rientra fra i più delicati, impegnativi e complessi affidati alle Guardie Giurate. Proprio per tutte le caratteristiche citate, è anche fra i più pericolosi e maggiormente esposti ai rischi conseguenti dai tentativi di rapina. Pertanto una buona condizione di partenza per l’ottimale espletamento del servizio è la cura della dotazione personale, ovvero l’arma di proprietà, l’uniforme fornita dall’IVP di appartenenza, specifica per questo servizio, il primo dispositivo di, protezione individuale più idoneo, ovvero il Giubbotto Anti Proiettile (GAP), e la parte meno presente nelle citazioni, ma non per questo meno  importante: la fondina, quella struttura che permette di custodire l’arma tenendola però sempre accessibile in caso di ricorso.
Proprio per tutte le caratteristiche citate, è anche fra la più pericolosa e maggiormente esposta ai rischi conseguenti dai tentativi di rapina. Ovviamente non c’è pretesa alcuna che ciò di cui parlerò debba essere inteso come vademecum assoluto, chiunque abbia soluzioni alternative e fattivamente migliori di quelle da me proposte è sempre benvenuto.
Ci sono tre argomenti basilari che suggeriscono alla GPG quale fondina scegliere per contenere la propria arma:
  1. necessità di accesso immediato in caso di immediato pericolo;
  2. necessità di non fornire alcuna possibilità di appropriazione coatta o sottrazione con destrezza;
  3. comodità d’uso durante la durata del servizio a bordo del mezzo blindato, e del breve tragitto in esterni per il prelievo o la consegna dei valori.
Esaminati questi punti-chiave direi che una buona soluzione sarebbe quella di adottare una fondina applicabile mediante stretch-velcro sulla pettorina del GAP.
Metodo già da diverso tempo in uso alle GPG più smaliziate, alcune addirittura (come in passato il sottoscritto) preferiscono posizionarla in maniera tale che l’estrazione attraverso l’impugnatura avvenga obliquamente verso il basso.
Altra buona alternativa è l’uso di fondina di tipo cosciale, in cordura, con meccanismo di ritenzione rimovibile (tragitto verso la sede del prelievo o dello scarico). Tuttavia seppure in forma limitata, questa fondina è moderatamente sporgente, e inoltre abbastanza appariscente nel suo approccio con l’esterno.
Esistono, infine, fondine di ultima generazione, tecnologicamente molto avanzate, che vengono fornite a richiesta su misura per l’arma di proprietà. Hanno un costo piuttosto elevato poichè non sono molte le ditte che producono tale accessorio. Si tratta di lastre di materiale plastico o PVC altamente resistente a urti e intemperie, che assumono la forma dell’arma mediante processo di sagomatura “a caldo” e sono dotate di meccanismo di ritenzione (blocco dell’arma in estrazione).
Come già specificato, ritengo queste tre soluzioni fra le più adatte al tipo di servizio descritto, tuttavia gli esempi riportati non escludono l’uso di altri modelli che fin’ora sono stati impiegati più comunemente.
Al collega l’onere di effettuare la scelta finale.
 
A cura di Ennio Raffaele Lo Forte