Diritto e Lavoro

Minacce ai colleghi: legittimo il licenziamento

Per la Cassazione è legittimo il licenziamento comminato ad un dipendente che minaccia i colleghi per far ritrattare loro le dichiarazioni rese in un precedente procedimento disciplinare. Questo secondo la Suprema Corte impedisce la prosecuzione del rapporto perché pregiudica l’affidamento del datore di lavoro sull’esatto adempimento delle prestazioni future.
Con la sentenza n. 23068 del 18 agosto 2021 la Cassazione, Sezione Lavoro, si è pronunciata sul ricorso proposto da un dipendente di Poste Italiane che era stato licenziato per aver costretto con minacce taluni colleghi di lavoro a ritrattare dichiarazioni già rese durante un precedente procedimento disciplinare e non aver comunicato all’azienda la propria situazione personale dei carichi pendenti e del casellario giudiziale.
Il Tribunale di Benevento rigettava la domanda tendente alla declaratoria di illegittimità del licenziamento e la sentenza veniva confermata in sede di impugnazione dalla Corte d’Appello di Napoli.
La Corte territoriale ha ritenuto sufficiente ai fini della ricorrenza della giusta causa di licenziamento, in ragione della sua gravità, l’addebito risultato provato all’esito della istruttoria sulle minacce ai colleghi e su questa base ha inoltre ritenuto superata l’eccezione della tardività della contestazione dell’addebito.
Il dipendente ha presentato ricorso per Cassazione denunciando la violazione dell’articolo 2119 codice civile per la mancata rispondenza ai criteri elaborati dalla giurisprudenza per la formulazione del giudizio sulla giusta causa. Inoltre lamenta la tardività della contestazione con riferimento all’addebito di intimidazione e minaccia ai colleghi.

173 MINACCE AI COLLEGHI LICENZIAMENTO LEGITTIMO 20.9.21