Diritto e Lavoro

Il contratto a tempo determinato

Il rapporto di lavoro a tempo determinato è quella forma di prestazione lavorativa che, nel momento in cui viene formalizzata con la lettera di assunzione, ha una durata prestabilita dalla data di inizio e dalla data di fine del contratto.

Questa tipologia di prestazione subordinata non dovrebbe essere una forma comune in quanto la legge prevede che siano i contratti a tempo indeterminato a costituire la tipologia prevalentemente applicata. Tuttavia le tipologie contrattuali temporanee sono previste per sopperire ad esigenze non programmabili ma si devono rispettare dei vincoli precisi al fine di evitarne l’abuso da parte dei datori di lavoro.

I contratti a tempo determinato non possono superare il 20 % dei lavoratori a tempo indeterminato al 1° gennaio dell’anno di assunzione; questa percentuale può variare se il Contratto Collettivo Nazionale applicato prevede una differente percentuale.

I contratti a tempo determinato hanno una durata massima di 12 mesi. I contratti a tempo determinato possono avere una durata massima di 24 mesi se sono presenti cause che ne giustifichino la necessità: esigenze momentanee differenti dalla normale attività, sostituzione di lavoratori assenti, incrementi temporanei e non programmabili dell’attività lavorativa ordinari. La motivazione deve essere riportata nella lettera di assunzione.

I contratti a tempo determinato possono essere prorogati per un massimo di 4 volte nell’arco dei 24 mesi. I contratti a tempo determinato possono essere rinnovati per un massimo di 24 mesi

In definitiva se, nella lettera di assunzione non è esplicitamente riportata la causa giustificativa dell’assunzione temporanea, il contratto a tempo determinato non può avere durata superiore ai 12 mesi: in questo lasso di tempo il contratto può essere prorogato liberamente (non viene stipulata una nuova assunzione ma viene spostata la data di fine rapporto lavorativo).

Se esiste una causa giustificativa al tempo determinato, il termine finale può essere prorogato entro un lasso di tempo di 24 mesi ma solo per 4 volte.

Il rinnovo, ovvero la stipula di un nuovo contratto a tempo determinato, è possibile solo se ci sono le medesime cause previste per i contratti a termine superiori ai 12 mesi o se la successione dei contratti, determinati da più rapporti lavorativi intercorsi

con lo stesso datore di lavoro e via via conclusi, non superino la durata massima di 24 mesi. Sono escluse da questo vincolo le attività stagionali.

Se i vincoli descritti non fossero rispettati, il rapporto di lavoro è da considerarsi trasformato in tempo indeterminato.

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CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO