Cronaca

La quarantena non è più retribuita

Anno nuovo, vita nuova. È così che solitamente si saluta l’arrivo del nuovo anno, con l’augurio che sia foriero di buone 
novità. Sembra non essere così per questo 2022, dato che i fondi per remunerare la quarantena dei lavoratori privati equiparandola così alla malattia non sono stati stanziati dal governo.
 
Per i privati infatti la quarantena non sarà più retribuita dall’INPS, mentre per i lavoratori definiti “fragili” il periodo non sarà più equiparato alla degenza ospedaliera, lasciando di fatto al proprio destino lavoratori ed aziende. Con il meccanismo del vecchio DL “cura Italia” l’azienda anticipava l’indennità di malattia per poi recuperarla.
 
Possiamo affidarci alla prospettiva che la situazione peggiorando porti il governo a rivedere la propria decisione? Probabilmente no viste le ultime novità normative in merito alla durata della quarantena ridotta sulla base alle dosi di vaccino effettuate.
 
Non si possono nemmeno applicare le regole del lavoro a distanza in un comparto dove la presenza fisica è fuori discussione. Il lavoro delle decine di migliaia di operatori della sicurezza privata, che ha contribuito alla tenuta del paese negli anni precedenti, per l’ennesima volta non ha portato a nessun riconoscimento nonostante questi lavoratori abbiano sempre lavorato anche nei periodi peggiori della pandemia.
 
Con diversi step il precedente dispositivo aveva coperto anche i buchi nei periodi retroattivi, questo nuovo invece, potrebbe portare persino alla restituzione di quanto avuto dall’INPS, poiché se non venisse rifinanziato, l’istituto potrebbe richiedere indietro le somme erroneamente erogate. Peggio se pensiamo che ai fini del periodo di comporto non saranno più riconosciuti tali giorni che anzi potrebbero portare al superamento della soglia entro la quale si rischia il licenziamento.
 
Questi aspetti, ovviamente possono essere resi nulli, solo se il provvedimento verrà rifinanziato che come già detto eviterebbe danni a lavoratori ed imprese.
 
 
 
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