Formazione e Normativa

Mancata formulazione del POS

Interessante sentenza in tema di sicurezza sul lavoro che tratta nello specifico gli accorgimenti che il datore di lavoro deve includere nel Piano Operativo di Sicurezza (POS). La Cassazione (n°5417, 16/02/22) ha sovvertito le sentenze degli altri gradi di giudizio, relativamente ad un infortunio con lesioni gravi che ha visto un lavoratore inizialmente condannato per attività effettuate fuori dalle modalità previste.
Il dipendente per effettuare dei lavori in quota ha utilizzato una scala presente in azienda per il taglio di alcuni cavi che rendevano difficoltosa la prosecuzione degli stessi. All’uopo il datore di lavoro aveva noleggiato un carro ponte per la specifica manovra, che poi non era stato utilizzato in via esclusiva per quella operazione. Il dipendente inizialmente condannato in appello, nel successivo grado di giudizio ha visto capovolgere almeno per le responsabilità civili, l’esito della sentenza stessa. Nelle motivazioni vi è la fattispecie che rientra tra le omissioni nel predisporre le cautele necessarie per lo svolgimento delle attività, rientrando le stesse nella responsabilità esclusiva del datore di lavoro.
Risulta in effetti che nella formulazione del POS (Piano Operativo Sicurezza), non vi fossero accorgimenti nella gestione delle attività dei lavori in quota. Fatto questo che ha sovvertito le precedenti sentenze alla luce delle risultanze del procedimento.
Ricordiamo infatti che tra gli obblighi del datore di lavoro rientra la formulazione di specifici documenti esplicativi sulla sicurezza in azienda, tra i quali il DVR se le attività presso l’azienda stessa, il DUVRI se le attività sono presso le strutture di terzi (anche a cura del cliente) ed infine il POS, se le attività sono annesse in contesto operativo esteso ad attività diverse.

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LB_005 - Cass. 16 Feb 2022 omissioni nel piano operativo di sicurezza