Formazione e Normativa

TFR: Riliquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate

Avete ricevuto, dall’Agenzia delle Entrate, una richiesta di saldo IRPEF sulle somme percepite a titolo di TFR o ad esse assimilate e non sapete a cosa sia dovuta questa cartella di pagamento?

La prima cosa che dovete sapere è che il datore di lavoro con cui avete chiuso il rapporto di lavoro e che ha erogato il TFR spettante non ha fatto nessun errore.

Infatti, il datore di lavoro è obbligato ad applicare una trattenuta fiscale provvisoria – ovvero “in acconto” – che viene poi ricalcolata dall’Agenzia delle Entrate in via definitiva.

La riliquidazione deve essere richiesta dall’Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione da parte del datore di lavoro. Un esempio: abbiamo finito di lavorare il 15 giugno 2018 e abbiamo ricevuto il TFR nel mese di Luglio 2018. Nel modello CU 2019 del datore di lavoro con cui lavoravamo ha certificato l’erogazione del TFR. Il datore di lavoro, nel 2019, ha comunicato all’Agenzia delle Entrate quanto è stato corrisposto e quanto è stato trattenuto come IRPEF al lavoratore. La riliquidazione dovrà avvenire, quindi, entro dicembre 2022.

Come calcoliamo quanto potrebbe costare questa richiesta che, spesso, arriva come una doccia fredda?

Quando il datore di lavoro va a calcolare le tasse sul TFR che dobbiamo percepire ha a disposizione solo i dati fiscali che riguardano il rapporto lavorativo. Calcola le tasse in base a quanto noi abbiamo guadagnato durante il rapporto di lavoro quindi la tassazione sul TFR verrà calcolata con dati incompleti. L’agenzia delle entrate, invece, andrà a calcolare la tassazione sulla base degli ultimi 5 anni, con dati completi e reali, e verificherà la differenza tra quanto ha trattenuto il datore di lavoro e quanto realmente avremo dovuto pagare.

L’Agenzia delle Entrate calcola un’aliquota media di tassazione, ottenuta tramite la media delle aliquote applicate nei 5 anni precedenti a quello in cui è stato percepito il TFR. Nell’esempio fatto in precedenza, l’aliquota da applicare sarà data dalla media delle aliquote applicate negli anni 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017. La nuova aliquota calcolata, pertanto, terrà conto dell’effettiva capacità reddituale e quindi con possibilità che sia più alta di quella applicata sulla base del solo TFR. Più semplicemente, il datore di lavoro non può far altro che applicare una tassazione calcolata sui dati in suo possesso, l’Agenzia delle Entrate la calcola sul totale dei dati a nostro carico: a volte, l’aliquota coincide e, in questo caso, non riceveremo nessun avviso.

Se vengono calcolate somme da versare, invece, viene inviata la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate con richiesta di pagamento.

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