Approfondimento

Il lavoratore può criticare l’azienda sui social?

La Corte di Cassazione ribadisce il principio che il lavoratore nel rispetto della veridicità, della correttezza e pertinenza degli argomenti possa esprimere critiche sul proprio datore di lavoro, anche sui social. È quanto stabilito dalla sentenza 17784/2022

Quando si scrive su un social network (ormai parificati agli organi di stampa) è necessario che il lavoratore consideri la tutela della reputazione aziendale e mantenga l’obbligo di fedeltà nei confronti dell’azienda.
La Suprema Corte riconosce il diritto di critica come l’espressione della propria opinione personale che se esercitato coi criteri di correttezza e riferito a fatti reali non può essere punito come reato di diffamazione.

In questo caso specifico il lavoratore ha criticato l’azienda su un blog, ma la Cassazione ha ritenuto “legittimo esercizio del diritto di critica sindacale” il comportamento del lavoratore.
Il diritto di critica, afferma la Corte, è l’espressione di un’opinione relativamente alla condotta e in quanto tale garantito dall’art 21 della Costituzione Italiana.