Comunicati

UGL Sicurezza Civile: Commissione consultiva centrale del Ministero dell’Interno

Nella giornata del 22/06/2021 si è svolta la riunione in forma ristretta nel rispetto delle misure anti Covid-19, la riunione con il sottosegretario Nicola Molteni e gli organi del Min. Interno, dopo che erano state ascoltate le Associazioni di Categoria in precedente seduta. Nella riapertura dei lavori della commissione, il sottosegretario On. Nicola Molteni e gli organi amministrativi del Ministero, hanno voluto ringraziare tutti i lavoratori del comparto sicurezza per il prezioso lavoro svolto in questi 15 mesi di emergenza sanitaria, sottolineando come il contributo degli operatori della sicurezza privata sia stato necessario alla tenuta del sistema economico e sociale del paese. Sotto questo aspetto è stato sottolineato anche come si renda più stringente la necessità della riforma in atto che, nella volontà degli organi di Governo, vorrebbe vedere chiusa la fase dei lavori in commissione prima dell’estate. Le criticità rimaste in sospeso per gli organi di governo e/o amministrativi, sentite le varie componenti della commissione e tutte positivamante in progressione, erano:
  • abolire come requisito minimo di ingresso l’anno come volontario di truppa;
  • la revisione dei corsi formativi;
  • inserimento delle attività di antipirateria: sentite le rappresentanze sindacali, sono state illustrate le perplessità delle stesse nei dettagli che riguardano la riforma stessa.
In linea generale si è concordi che il capitolo riguardante la formazione sia indispensabile per migliorare ed adeguare il comparto sicurezza ai compiti tutt’ora svolti e che la condotta in questi mesi di emergenza ha persino aperto prospettive su scenari di applicazione futuri. Resta conflittuale col Min. della Difesa l’aspetto dell’anno di servizio nelle forze armate nelle argomentazioni ancora in discussione sulla riforma stessa. La Ns organizzazione sindacale ha esposto come il limite di età minimo di ingresso alla professione sia molto restrittivo e non rispettoso del diritto all’accesso nel mondo del lavoro dei giovani, poiché nella bozza attuale il comune cittadino italiano può accedere a questa professione solo dopo aver compiuto il 25° anno di età. Nel contempo si è esposto come questa riforma sia indirizzata a favorire gli ex militari ed appartenenti alle FFOO, rispetto alla platea nel mercato del lavoro. Le pressioni del Min. della Difesa su queste corsie preferenziali non sono gradite nè pienamente costituzionali, riconoscendo invece la formazione professionale dei soggetti provenienti da quelle esperienze come fondamentale nel nuovo scenario dell’antipirateria, fetta di mercato molto remunerativa e che potrà sicuramente portare effetti benefici in tutto il settore della sicurezza privata del nostro paese. Inoltre è stato fatto presente come sia necessaria una riqualificazione delle GPG in forza agli Istituti di Vigilanza, ribadendo che i requisiti minimi siano riconosciuti alle stesse ma che il percorso di aggiornamento sia accurato come quello di ingresso alla professione. Non ultima è stata la denuncia fatta in quegli uffici sul massiccio uso delle associazioni di volontariato che operano nelle attività riconosciute dall’art. 134 del Tulps, che erodono fette di mercato alle imprese, segnalandone la scarsa professionalità e preparazione che invece sono richieste agli addetti alla sicurezza. Persino la provenienza degli addetti di queste associazioni viene messa in dubbio, secondo quelli che sono i requisiti richiesti. Nel giro di consultazioni, viene proposto che la spesa per questi corsi di formazione non sia a carico dei lavoratori ne delle imprese, ma che siano sensibilizzate le regioni a favorire la nascita e lo svolgimento dei corsi, poiché ad oggi accade che siano già strutturati per altre professioni. Seppure questa attività può essere demandata a soggetti differenti. E’ stato richiesto anche di coinvolgere il Min. Del Lavoro affinchè conceda l’accesso ai fondi interprofessionali, che sono risorse ferme e non sfruttate, benchè le imprese paghino lo 0,30% per finanziare gli stessi. Questo ovviamente porterebbe a 0 il costo della formazione, agevolando di fatto il proseguimento dei lavori verso altre argomentazioni che finora non vengono trattate poiché si è ancora fermi su questi aspetti. In chiusura lavori della seduta, si propone e ci si attiva per un altro incontro congiuntamente alle associazioni delle imprese, per il necessario confronto.